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Arola

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St Philibert

                   Chiesa San. Filiberto ad Alzo
 
 
La Parrocchia San Bartolomeo di Arola

La riva occidentale al Lago d'Orta, rimasta a lungo selvaggia, non ha beneficiato dello sviluppo commerciale dell'altra riviera portato dalla "Via Septima".

Bisognerà attendere i terrore dell'anno 1000 perché, a poca distanza da Pella ed al di sotto di Alzo, sia edificata nel XI secolo, la piccola chiesa San Filiberto in un luogo donato ai canonici del Capitolo di San Giulio dal vescovo Novarese Gualberto.

 
 
L'antica chiesa, attualmente chiesa cimiteriale di Alzo e di Pella è, secondo tradizione, la più vecchia cappella della riviera occidentale del lago d'Orta, caduta in rovina, fu rifatta sul finire del cinquecento.
 
Il campanile, isolato del corpo della chiesa, è l'unico resto dell'originario edifico, è realizzato al 1075-1110.

Presto, la chiesa di San Filiberto si è separata della chiesa matrice di San Giulio e fino alla metà del XV secolo, sembra che sia stata l'unica parrocchia della riviera occidentale.

La chiesa è l'unica in Italia dedicata a San Filiberto di Jumièges Abate.

Arola e Grassona facevano parte di questa parrocchia. Probabilmente, i battesimi e le sepolture degli abitanti dei due paesi dovevano effettuarsi in questa chiesa poiché aveva un battistero e era fiancheggiato di un cimitero.

La strada mulattiera che collegava Arola a Pella di cui si può farsi un'idea poiché esista ancora oggi, non era una via reale.

Come lo riferisce nel suo resoconto di viaggio lo storico Novarese " Lazaro Agostino COTTA " (1645-1719), in occasione del suo passaggio ad Arola verso il 1700 :
  Clocher St Philibert

          Il Campanile
   
... "Quasi dar ristoro alla stranchezzade de passaggini, che dinoti, (..) calze à Varallo, o da costa à S. Giulio et Horta si portano pare appunto sia piantata Arola (Areola), giusto alla metà della salita, che dalle sponde del lago conduce al colmo della montagna chiamata Colma.
Le vie tortuose dal piede sino alla detta sommità sono malvaggie, sassose et infelici : mà nel discender'alla parte opposta sono assai più anguste ripide, e paventevoli. " ...
 
a causa di ciò, molti neonati morivano senza battesimo o adulti senza sacramenti.

Queste ragioni fecero che il 2 settembre 1568, le terre di Arola-Pianezza e di Grassone furono separate della parrocchia matrice di San Filiberto di Pella che erano fino là comuni.

La separazione fu fatta dall' Em. Syl. Gio. Antonio Serbellone, Cardinale e Vescovo di Novara come da instrumento rogato dal Francesco Zom di Antigorio " in ucce del Sig. Bozio ", Cancelliere della Curia episcopale di Novarra :

               "Separazione delle terre d'Arola-Pianezza della Chiesa Parocchiale di S. Filiberto"

   
... Fu constituito un sol Parocho per le Chiese di San Bartolomeo di Arola e Pianezza e di San Pietro di Grassona con obbligo di ressidere e celebrare alternativamente nelle domeniche in queste chiese e altre feste, messe, sepolture e i morti ne loro rispettivamente cimiteri. " ...
 
  Capella

              Via per Orta
 
Ma la soluzione non risolveva problemi creati dalla distanza del parroco.

Forse è la ragione che fece che la Comunità di Arola, adducendo come pretesto che pagava già pesanti tasse ai Canonici dell'isola e aveva piccole risorse basate principalmente sull'agricoltura e l'allevamento, offrì a questo prete una certa tenue dote, metà in natura, metà in denaro che gli permetteva di vivere difficilmente.

Pertanto alcuno titolare sembra essersi presentato e per molti anni; il vescovo di Novara utilizzerà sacerdoti itineranti e mercenari:
   
... " Motivo per cui quelle anime erano prive del proprio Pastore con danno spirituale e con detrimento del divin Culto. " ...
 
 
È ciò che sembra avere incitato, il vescovo di Novara, Cesare Speciano (1539-1607), a consacrare, la chiesa di San Bartolomeo di Arola nel 1589,
   
Parochialis Julia Sti Bartholomri in Arola inqua est Sodelity Dispictinovarur" Speciano Sinod 228"
 
 
e di inviare nel 1592, un vice-parroco (curatore) pagato dal vescovado, Joannis Battista Morondo, che amministerà i beni della parrocchia e redigerà le prime rigistri dei matrimoni , dei morti e più tardi dei battesimi.

Ma la ragione di questa sollecitudine verso la Comunità di Arola è dall' altra parte della Colma !!
 
Sacro Monte

              Sacro Monte di Varallo
  Nel 1491, un monaco francescano, Bernardino Caimi, al suo ritorno di Terra Santa, concepisce l'idea di erigere, su una collinetta vicina di Varallo, capelle ricordando i Luoghi Sacri ed i principali episodi della vita di Gesù.

Questo luogo ricorda il "Monte degli Ulivi" ed all'inizio si nominava "la nuova Gerusalemme" prima di diventare il "Sacro Monte di Varallo".

La costruzione delle capelle, al numero di 44, arrivò al momento giusto per riparare le malefatte dovute da un'eresia professata e propagata non lontano da là (Vercelli) da un certo " Fra Dolcino Tornielli " che aveva fatto numerosi seguaci ( fu condannato dall'inquisizione al rogo come eretico nel 1307).
  L'importanza dei costruzioni, il loro numero, la veracità e la bellezza delle scene, le statue grandezza naturale suscitarono un movimento immenso di pietà.

Di conseguenza Arola diventò, a partire dal 1550, uno dei più importanti luoghi di passaggio per i pellegrini, che venivano dal Lago d'Orta, dal Lago Maggiore o dall'Ossola.

  Fra Dolcino

                     Fra Dolcino
Dinanzi a ciò, il 17 dicembre 1604, Carlo Bascapé (1550-1615), vescovo di Novara, erigerà in titolo di Cura la chiesa parrocchiale di San Bartolomeo di Arola, come dall'atto:

              " Istromento dell'erezione della Parrochia di S. Bartolomeo d'Arola. "

rogato in Novara   dal Cancelier della Curia Vescovile "Bartolomeo Zacchinetto" da Suna.
 
Clocher St Philibert   In presenza dell'illustrissimo e Reverentissimo Carlo Bascapé, Vescovo di Novara e Conte della Riviera, degli amministratori, consoli e uomini della Comunità di Arola-Pianezza, l'atto fu approvato alcuni giorni prima, cioè il 20 ottobre 1604, dalla popolazione "nella publica strada avanti il Forno", che è l'attuale Piazza del Forno.

Da quel momento, la parrocchia di San Bartolomeo di Arola avrà un sacerdote permanente per più di tre secoli, sarà di nuovo diviso nel 1979, con un'altra parrocchia: Cesara.
 
Storia e leggenda di San Bartolomeo

 

St. Barthélémy

Bartolomeo deriva dal prefisso " Bar " significando "figlio" in aramaico e "talmai", agricoltore. San Bartolomeo è il discepolo che San Filipo presentò al Signore sotto il nome di Natanaele, e che Gesù lodò per sua innocenza e la semplicità del suo cuore. Il Vangelo di San Giovanni, riferisce che San Filipo e Natanaele vennero insieme a trovare Gesù e che erano fra i discepoli ai quali Gesù apparì sulla riva del mare di Galilea, dopo la sua resurrezione.

San Bartolomeo è uno dei dodici apostoli che figurano nei tre Vangeli sinottici e nel libro dei Atti degli Apostoli.

Apostolo martire nato nel I secolo a Cana, Galilea, non abbiamo alcun'indicazione sulle date di nascita e di decessi. Morì verso la metà del I secolo probabilmente in Siria.
Tutto che conosciamo di quest'Apostolo vienne dai Vangeli.

Dopo la Pentecoste, fu inviato predicare il Vangelo nell'India, al di là del Gange, in tutti i paesi che attraversò, annunciò Gesù Cristo, redentore del mondo. Il suo zelo ed i suoi prodigi cambiarono presto queste regioni; non soltanto converte le folle, ma ordinò sacerdoti per assisterlo e consacrò vescovi.

Più tardi, quando San Panteno evangelizzò questo paese, ci trovò il vangelo di San Matteo che aveva portato là San Bartolomeo.

St Barthélemy
Lasciando le India, l'apostolo si sarebbe trasferito nell'Armenia maggiore.

Secondo la leggenda, in questa regione l'apostolo converti alla fede cristania il re Polimio e la sua sposa nonché dodici città. Queste conversioni eccitarono l'invidia dei sacerdoti delle locali divinità, come il demone Astaroth adorata nel tempio per i suoi oracoli, i quali riuscirono ad aizzare contro di lui in tal modo Astiage, fratello del re Polimio, che costrui imparti l'ordine di scorticare vivo Bartolomeo.

I boie si armarono di coltelli e di pietre affilate e scorticarono la vittima della testa ai piedi ed poi lo decapitarono.

La tradizione armena afferma che il corpo dell'apostolo fu sepolto ad Albanopoli, in Armenia, città in cui subi il martiro. Nel 507, l'imperatore Anastasio I lo fece trasferire a Dars, nelle Mesopotamia, dove costrui in suo onore una splendida chiesa.
Nel 580, una parte di questi resti mortali fu trasferita a Lipari, al nord della Sicilia.

Durante l'invasione dei saraceni le reliquie furono disperse nell'831; ma un monaco ricevé, in una visione, l'ordine di raccogliere le ossa dell'apostolo, il corpo è oggi a Roma, nella basilica di San Bartolomeo e la sua testa a Tolosa.

San Bartolomeo è il protettore dei macellai, dei conciatori e dei rilegatori.
 
 

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