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Arola

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La religione nel Seicento.

Sul finire del Medioevo, la società si definisce e si confonde con la Chiesa e la cristianità.

In Europa, tutti gli abitanti credono in Dio e sono cristiani, a nord, i protestanti con la riforma di Lutero nel 1517, a sud, i cattolici, particolarmente in Italia, nella contea della "Riviera di San Giulio" di cui dipende Arola, evangelizzato 1000 anni fa tramite San Giulio e San Guliano, il territorio governato da un principe della Chiesa: il Vescovo di Novara.

Nel XVI secolo, gli abitanti vivono ancora in un mondo ostile, l'ambiente è fatto con grandi superfici selvagge o immense foreste. Le malattie, le epidemie (peste), le calamità naturali (siccità, grande freddo) sono causa di una grande mortalità tra i più deboli.

Per sopravvivere, la popolazione ricerca la protezione di Gesù, Maria o dei Santi per guarirli o distoglierli delle disgrazie.

Questi uomini sono preoccupati per il loro futuro dopo la morte.

 
I cristiani considerano che la loro anima sia promessa alla vita eterna, ma sono sottomessi alla tentazione del peccato, durante il Giudizio universale, alcuni saranno ammessi in Paradiso mentre altri andranno in Inferno; pensano che grazie all'insegnamento di Gesù Cristo trasmiso dalla Chiesa ed i sacramenti amministrati ai fedeli dai preti, diano la salvezza della loro anima.

La frequentazione dei luoghi di culto è dunque indispensabile per avere l'educazione religiosa, la chiesa dove officia il curato diventa il centro della Comunità, è frequentata la domenica, durante le feste religiose (Pasqua e Natale) e le cerimonie personali (battesimo, funerale). Le processioni come quella per la festa del patrono o quelle delle confraternite riuniscono tutti i paesani.

La chiesa è circondata dal cimitero dove i defunti "partecipano alla vita religiosa".
 
 
I preti di Arola

 
La storia dei preti di Arola comincia il 2 settembre 1568 con la separazione della chiesa di Arola e quella di San Filiberto di Pella, separazione fatta dall' Em. Syl. Gio. Antonio Serbellone, Cardinale e Vescovo di Novara che, nell'atto notarile,
 
               "Separazione delle terre d'Arola-Pianezza della Chiesa Parocchiale di S. Filiberto"

indica :


   
... " Ci sarà un sol Parocco per le Chiese di San Bartolomeo di Arola e Pianezza e di San Pietro di Grassona con obbligo di ressidere e celebrare alternativamente nelle domeniche in queste chiese e altre feste, messe, sepolture e i morti ne loro rispettivamente cimiteri. " ...

 
 
Ma le piccole risorse del paese e le pesanti tasse già pagate ai Canonici dell'isola non permettono di offrire a questo prete una dote decente, stanco di questa situazione, il Vescovo di Novara, Cesare Speciano (1539-1607) invia nel 1592 un vice-curatore Joannis Battista Morondo, pagato dal vescovado, che amministerà i beni della parrocchia e redigerà le prime rigistri parrocchiali, perciò sarà il primo prete di Arola.
 
 
Bisognerà aspettare ancora 12 anni, la promulgazione il 17 dicembre 1604 dell'atto notarile da Sua Eminenza Carlo Bascapè (1550 -1615) Vescovo e Conte della "Riviera di San Giulio", all'occasione della creazione della parrocchia di Arola


" Instromento dell'erezione della parocchia di S. Bartolomeo d'Arola"

 
e la sua lettura pubblica sulla "Piazza del Forno" di fronte a tutta la Comunità di Arola affinché il salario e le funzioni del sacerdote siano definiti.



  Questo atto, rogato a Novara dal Cancelliere della Curia Vescovile "Bartolomeo Zacchinetto" da Suna, ci informa sullo statuto del sacerdote e si riepiloga così:

   
.... È stato stabilito un salario perpetuo al Reverendo Curato nella Chiesa Parrochiale di San Bartolomeo di Arola di SESSANTA SCUDI D'ORO del valore di sei lire imperiali per ogni scudi sia TRECENTO SESSANTA lire pagate ogni anno dai uomini di Arola-Pianezza nei quali scudi si computaranno i legati che provengono dalle eredità o donazioni, (..)

Sarà dato al Reverendo Curato la legna necessaria per suo uso, la casa di abitazione e il giardino in luogo di Arola, (..)

In cambio, il Reverendo Curato sia tenuto e debba fare le littanie e processioni, cantare la Messa nella prima e terza dominica di ogni mese per la Società del SS. Corpo del Nostro Signor e del
SS. Rosario, recitare il Passio in tutti i giorni festivi dalla festa di S. Croce del 3 di Maggio fino al 14 di Settembre, e di celebrare la Messa tutti i giorni del mese di Maggio se così sarà ordinato dal Vescovo.
Sia tenuto a pubblicare, esporre e proporre le Indulgenze concesse dalla Santa Sede Apostolica, a procurare il vino a sue spese per la celebrazione della Messa, (..)

Per ogni funerale con Messa cantata, abbia e debba avere 40 soldi imperiali, per il funerale di un fanciulli 10 soldi, (..)

I Reverendi Curati, pro tempore, siano obbligati lasciare accese quelle candele colle quali si accompagnano i funerali fino a che il cadavere sia sepolto nel sepolcro ....

 
   
La fine del documento c'informa sul versamento dello stipendio del prete:

   
... I uomini siano tenuti di pagare annualmente 60 Scudi d'Oro la mettà alla festa di Natale e l'altra mettà alla festa della natività di S. Giovanni Battista di ogni anno, i beni ed i diritti della Comunità di Arola saranno ipotecati. I fascii di legna secca per ardere in ogni anno alla festa di S. Martino quanti saranno necessari, (..)

Riguardo alla casa parrochiale, i representanti della Comunità promettono di conservarla sana e riparata, solo il curato l'abiterà con una serva ...

 
   


 
Sappiamo poche cose sulla vita del sacerdote a quest'epoca. Il 10 dicembre 1792 Antonio Maria CICERI, prete ad Arola, redige il documento destinato al vescovo di Novara :

              " Relazione dello Stato della Parrocchiale di S. Bartolomeo del luogo di Arola "

 
che, in ultimo, c'informa sulla vita quotidiana del prete :



                   Casa Parrochiale
 
   
... Il parroco abita nella casa parrochiale la quale consiste in tre stanze picole con un orto, una cantina, una stalla e un picolo cortile. Al secondo piano, quatro stanze compresa la cucina e al terzo piano, due altre stanze picole. Il prete tiene in casa una serva d'anni 46 e non è congiunta in un grado, (..)

Il parocco rissede ed amministra la cura solo, partecipa ai sinodi, è obbligato a dire la messa festiva in aurora per comodo dei pastori, (..)

Sono solo per tenere i libri parochiali, ci sono li cinque distinti, cioè quello dei Battezzati, quello dei Cresmatti, quello dei matrimoni, quello dello Stato delle Amine e quello dei Defunti, (..)

In detta parrochia, c'è un sol sacerdote, il quale fa il vice del Reverendo ANTONIETTI di Grassona, obbligato a celebrare la messa festiva nella chiesa della S. Annunziata in aurora e di ascoltare le confessioni la terza dominica di ogni mese. Il Sacerdote sostituito è il Reverendo Paolo GNEMI del luogo di Borgoticino. ...

 
e sulle sue missioni :

   
... Il Parocco in tutte le domeniche spiega il Vangelo, li misteri e Riti della S. Messa come pure la Dottrina Cristiana. Fà il Cattechismo per li maschi nell'età d'anni 14 e le femine di 12, (..)

Dell'altare, si pubblicano le litanie, le rogazioni e le indulgenze, le dinunzie dei matrimoni ...

 
 
Troviamo la traccia del pagamento dello stipendio del prete nei conti del comune di Arola "Dettagli delle spese nel 1814", alla rubrica "Spese per il culto" per una somma di 326,31 lire sia: 276,31 per lo stipendio del prete (Giovanni MONGINI) e 50 per la legna, in più, ci sono 23,24 lire come "Complemento dei suoi onorari di Maestro".
Allo stesso modo, si nota il pagamento di 76,75 lire per il campanaro.

In più della missione spirituale dei preti in seno alla popolazione, sono sempre stati degli emissari efficiente per diffondere e spiegare la politica della Santa Sede.

In seguito all'imprigionamento del Papa Pio VII e la sua morte in cattività, il Concordato nel 1801 e lo spolio violento d'una porzione dei beni della Chiesa Romana dall'Imperatore Francesi e Re d'Italia, Napoleone Bonaparte, il Papa Pio VII invia il 10 giugno 1809 a tutti i sacerdoti delle parrocchie sotto il dominio francese (Repubblica Cisalpina) di cui fa parte Arola, una lettera per protestare contro le spoliazioni accompagnata da una proclamazione minacciando di scomunica l'Imperatore Napoleone 1° e tutti quelli che lo servono.

La proclamazione letta in chiesa da Emanuele Borgotta, allora prete ad Arola, si riepiloga in questi termini :

   
... Con autorità di Dio Omnipotente (..) dichiariamo che voi Napoleone e tutti i vostri consiglieri incorsi "ipso facto" nella Scomunica.

Dichiariamo incorsi tutti quelli che il 2 febbraio 1809 hanno invaso violentemente la nostra città (..) e chiunque altro che ha procurato l'esecuzione ed aseguito da per se stesso gli attentali.(..)

Incorrono anche nella scomunica tutti gli impiegati, e ministri del Demanio dell' Impero Francese e Regno d'Italia, gli esecutori degli ordini del cosi detto ministro per il culto, e quelli che agiscono ed emanano sentenze in nome di sua Maestà Imperatore e Re d'Italia ...

 
 
 
I Preti di Arola oggi : l'otto per mille.

 
Nel 1848, lo "Statuto Albertino" definisce il rapporto tra lo Stato e le diverse confessioni religiose presenti sul territorio italiano, lo Stato tollera ogni culto conforme alle leggi e riconosce il cattolicesimo come religione di Stato.

Ma i "Patti Lateranensi" del 1929 codificano i rapporti tra Stato italiano e Chiesa cattolica, lo Stato di Benito Mussolini si impegna a pagare lo stipendo al clero mediante il meccanismo della "Congrua".

Tale meccanismo si fonda sul riconoscimento del pregiudizio economico subito dai cattolici a causa delle molteplici confische di beni ecclesiastici nel corso del XIX e l'annessione dello Stato Pontificio al Regno d'italia nel 1870.

Nel 1948, la Costituzione repubblicana sancisce l'uguaglianza degli individui a prescindere dalla religione; fu cosi abolita "de facto" la religione di Stato. L'abolizione ufficiale è del 1984 e fissa la laicità come principio supremo dello Stato.

Il nuovo Concordato del 18 febbraio 1984 stabilisce che il sostegno dello Stato alla Chiesa avvenga nel quadro della devoluzione di una frazione del gettito totale IRPEF (1), l'otto per mille, da parte dello Stato alla Chiesa cattolica e alle altre confessioni (per scopi religiosi o caritativi) o allo Stato stesso (per scopi sociali o assistenziali) in base alle opzioni espresse dai contribuenti sulla dichiarazione dei redditi.

Nel 2014, sono 11 le confessioni religiose che possono ricevere l'otto per mille, la Chiesa cattolica rimane sempre il principale beneficiario con quasi 90% del totale delle sovvenzioni.

Quattro secoli dopo, non c'è più curato ad Arola, dal 1979, il curato di Cesara è quello di Arola.
 
(1) IRPEF : Imposta sul Redito delle personne Fisiche
Per conoscere l' elenco dei 32 sacerdoti di Arola dal 1593 ad oggi !!!
 

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