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Arola

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Ogni anno, il 16 agosto, Arola è in fermento, le campane suonano, si festeggia San Rocco !!
Dopo la S. Messa nella chiesa parrocchiale segue la processione con la statua del Santo portata dai arolesi per le vie del paese.

Ma lo spettatore che assiste a l'evento può dirsi:
questa usanza è antica ?

Non è certo!

Don Violino, parroco di Arola, ci dà la risposta nella sua lettera al Vescovado nel 1896 scoperta negli archivi parrocchiali.

 
 
Il culto di San Rocco

Dall'inizio del Cristianesimo, i fedeli hanno venerato i santi e chiesto la loro protezione contro le malattie, epidemie e calamità climatiche.

La Chiesa e la pietà popolare hanno fatto di San Rocco uno dei santi più amati e festeggiati nel Medioevo, indissolubilmente legato alla peste, è il santo protettore e guaritore delle malattie contagiose venerato per il suo carisma presso gli appestati.

A differenza di altri santi protettori, il potere di San Rocco è nato dal fatto che era stato colpito dal male ma ne era guarito; l'immagine del Santo, pellegrino e guaritore, era un antidoto contro la paura della malattia per le popolazioni.

Il suo culto si è affermato nel Quattrocento, in Italia, poi in Francia e in Europa, quando le epidemie devastavano le città e le campagne, è sempre rappresentato come pellegrino con il largo cappello, il bastone, i calzari da viaggio, accompagnato da un cane con in bocca un pane e su una gamba un bubbone, simbolo della sua malattia e della sua guarigione.
 
La vita di San Rocco, tra storia e leggenda

San Rocco è nato tra il 1345 e il 1350 in Francia in una ricca e pia famiglia di Montpellier, i suoi genitori di condizioni agiate Jean e Libère Delacroix, senza discendenti, erano disperati di non avere figli, quando venne la nascita del Santo questa fu presa per un miracolo. La leggenda narra che nascendo, portava l'immagine di una croce vermiglia impressa sul petto, segno del suo destino.
 
A diciassette anni, dopo aver studiato medicina all'università, perde i genitori e fa voto di recarsi a Roma per pregare sulla tomba degli Apostoli Pietro e Paolo, distribuisce i suoi beni ai poveri e parte in pellegrinaggio per l'Italia dove infuria la peste.

Lungo il cammino, si ferma in un ospizio ad Acquapendente, dove per tre mesi si mette al servizio dei malati colpiti dalla peste compiendo guarigioni miracolose; sulle raccomandazioni di un angelo, benedice i appestati dal segno di croce e li guarisce toccandoli con la mano.

Poco tempo dopo, l'epidemia scompare !!

Sul finire dal 1367 prosegue il suo viaggio fino a Roma, per tre anni, dove cura gli appestati perché la peste ci imperversa sempre. Ma è qui che sarebbe avvenuto il più famoso miracolo di San Rocco: la guarigione di un cardinale, liberato dalla peste dopo aver tracciato sulla sua fronte il segno di croce.



Voghera - Bara di San Rocco
Nel 1371, inizia il suo viaggio di ritorno nella sua città natale. Arrivato a Piacenza, continua la sua opera di conforto e di assistenza ai malati finché contratta la malattia, si rifugia alora in un bosco fuori dalla città; qui un cane lo trova e lo salva dalla morte per fame portandogli ogni giorno un pezzo di pane rubato dal suo padrone nella casa vicina.

Dopo la visita di un angelo che lo guarisce, San Rocco riprende il viaggio verso la Francia, in Lombardia dove c'è la guerra tra il Duca di Milano e gli eserciti del Papa Urbano V, è arrestato a Voghera (o Angera ?) come persona sospetta e condotto davanti al governatore.

Interrogato, non volle mai rivelare il suo nome dicendo di essere un "umile servitore di Gesù Cristo".

Gettato in prigione come spia del Papa e vi trascorse cinque anni dimenticato da tutti, morì il 16 agosto tra il 1376 e il 1379.

Grazie alla croce che porta sul petto, San Rocco è riconosciuto e sepolto con tutti gli onori. A Voghera, sulla sua tomba comincia subito il culto del santo amico degli appestati e dei poveri.

La sua salma nella chiesa fu rubata, ritrovata nel 1485, è trasferita a Venezia nella chiesa della "Scuola Grande di San Rocco", dove si trova ancora oggi.

Fu santificato nel 1414.

San Rocco ad Arola

Chapelle St. Roch

Arola - Chappella San Rocco
Oggi è difficile misurare l’importanza dei santi protettori, ma alla fine del Medioevo, essi accompagnavano ogni cristiano attraverso le diverse fasi della sua vita.

I loro numeri e le loro rappresentazioni attraverso le immagini, le statue e le reliquie riflettevano le devozioni individuali dei committenti e le attese delle comunità.

Tra loro, San Rocco rimane ancora il più popolare ed è sempre festeggiato il 16 agosto.

Il suo culto comincia nel Medioevo in Italia, a Roma, poi si diffonde in Europa favorito dalle epidemie di peste, tra 1348 e 1649 si ne conterà più di 30, tra loro, quella di 1630 che decimò la metà della popolazione della "Riviera di San Giulio".

La comunità di Arola, nella seconda metà del Cinquecento, aveva probabilmente eretto un altare dedicato a questo santo protettore, ma è Carlo Bascapé (1550-1615), vescovo di Novara, che, nel resoconto della sua visita pastorale il 5 settembre 1593 ad Arola, ci rivela per la prima volta l'esistenza di altari, tra cui uno dedicato a San Rocco.

 



 
   
... Si farano subito racconciar il Calice et la patena sconsecrati sé a quest'hora non fusse anchor fatto. Il Curato provederá almeno de quatro corporali et 12 purificatorÿ di tela decente et sotile. Gl'Altari che sono da i lati si chiudino con canzelli et si tengli pparato qtt' di s. Rocho...

 
 

L'inventario del 24 agosto 1628 di Giovanni Battista Morando, sacerdote di Arola, ci fornisce alcune precisazioni su questi altari, si tratta di nicchie, dietro il Coro, dove sono raffigurati San Rocco, la Madonna col Bambino e un altare dedicato alla Madonna del Rosario.

 

Inventaire

 
   
... Nelle spalle del choro verso la norde ci sono due nizze nelle in una a mano sinistra ci è una imagine di San Roccho di rilievo, nell'altra verso ?? ci è un lunetta della ?? della Madonna col bambino di rilievo et in ?, un altare altro il maggiore nel quale ci è erretta la ?? del Madonna del Rosario, soppra del quale ci è la pietà....

 
 

Ma l'inventario dei beni della parrocchia realizzato da Antonio Zoppis il 30 agosto 1661 ci indica che, nelle nicchie dietro il Coro, le immagini con l'effigie dei santi sono state sostituite da statue.

 

Inventaire

 
   
... Nelle spalle del Choro mezzo l'attare, ci sono due nizze al quanto dipinte in una delle quali a manosinistra, ci è una statua di San Rocco di Rilevo, nella parte destra ci è una statua della B.V. col suo Bambino in braccio ...

 
 

La ricostruzione di una nuova sacristia più ampia (1791-1793) e le importanti opere effettuati nel 1866, grazie a un lascito di Don Giuseppe Moroni, hanno completamente ristrutturato lo spazio interno della Chiesa, come lo conosciamo oggi.

A sinistra della navata, tre altari, St. Rocco, San Giuseppe, La Vergine con il Bambino, a destra quello di Santa Marta in cui riposa il corpo di S. Teodoro.
San Rocco: la festa e la processione ad Arola

Ancora oggi, il 16 agosto, la comunità arolese festeggia San Rocco, dopo la S. Messa, per le vie del paese segue una processione con la statua del Santo portata dagli abitanti, con preghiere e cantici.

Se la devozione a San Rocco comiciò probabilmente con la costruzione delle cappelle alla fine del Medioevo, sembra che la processione fosse molto più tardiva, ma soprattutto fu iniziata nell'ottobre 1895, non a causa della peste ma dopo un'epidemia di dissenteria che fece dodici vittime ad Arola..

Vediamo la lettera del 16 luglio 1896 di Enrico Violino, parroco di Arola, inviata a Sua Eminenza il Vescovo di Novara, che ci fornisce alcuni dettagli su questo argomento. (Documento originale)




Arola - Statua di San Rocco
 
 

Arola, 16 7bre 1896

Eccellenza Reverendissima,

In questa chiesa parrocchiale havvi fin dal 1867 un altare dedicato a S. Rocco; ed il Santo vi è rappresentato da una piccola statua riposta nella sua nicchia.

Tutta la popolazione nutre verso quel Santo una speciale divozione, e desidera che, per l'avvenire, ogni anno, il 16 agosto, si faccia una festa di tutta divozione, nella quale si celebri la Messa grande come nelle feste di precetto e nel pomeriggio dopo il canto dei Vespri si faccia la processione per le vie del paese portando la statuetta del Santo.

Trattandosi di una feste tutta nuova e più ancora di una nuova processione, che devono rivestire il carattere di perpetuità, ricorro, come ho già annunziato al popolo, a E. V. Revmo per il suo beneplacito.

Noto che la piccola statua di S. Rocco è un bel lavoro come scultura, ha circa un metro di altezza, e fu portata in processione per la prima volta nell'ottobre dello scorso anno, quando cioè questo borgo fu visitato dalla dissenteria epidemica che in due mesi colpì più di due terzi della popolazione e fece dodici vittime, e per la seconda volta quest'anno, il 16 agosto, per la quale mi manco il tempo di domandare a V. E. l'approvazione.

Nella speranza che l'E. V. Revmo volentieri accondiscenda al pio desiderio di questa popolazione, La ringrazio, e col più profondo rispetto mi professo.

Sac. Violino Enrico

 



 



Lettera di Violino Enrico al Vescovato il 16 luglio 1896
Ecco la risposta dal Vicario Generale Mons. Calteri (25 luglio 1896), che concede a Enrico Violino, prete di Arola, l'autorizzazione a compiere ogni anno una processione il 16 luglio, giorno della festa di San Rocco. (Documento originale)

 
 
 
 

Il Vicario Generale, Mons. Calteri, letta la domanda, credette opportuno di non apporre alla medesima la sua approvazione per scritto adducendo per ragione principale che, siccome tale festa se debitamente approvata il carattere di perpetuità, non conviene che il parroco ne assuma l'impegno senza che prima sia stabilito un grazioso corrispettivo al beneficio parrocchiale o al parroco. Concesse però a voce di fare la detta festa senza bisogno che si ricorra annualmente alla Ven. Curia.

Arola, 25 7bre 1896

Sac. Violino Enrico

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

Arola-Agosto 1936 - Processione di San Rocco
 
Risposta dal Vescovado a Violino Enrico il 25 luglio 1896

 
 
 
Arola-Agosto 2007 - Processione di San Rocco con Don Sacco Renato
 
 
 

 
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