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Chiesa Sant' Antonio Abate

 
  Chiesa Sant'Antonio   Chiesa Sant'Antonio
  Su la strada che sale verso la Colma, appena esser uscito dal paese, sorge la Chiesa Sant'Antonio Abate, un piccolo oratorio con pronao sostenuto da 4 colonnine ed un campanile metallico.

Presso, si trova il cimitero con sul muro, una Via Crucis del XIX secolo, opera del pittore "Valsesiano" Giovanni Avondo (1885).

La chiesa sia stata edificata nel XVII secolo dove esisteva una cappela molto antica risalente al Medioevo.

All'interno, poca decorazione, una volta dipinta da fregi floreali, sopra l'altare in legno un medaglione mostrando angioletti, tre quadri che inquadrano il coro. Accessibile con una scala, un splendido balcone sovrasta il portale d'ingresso.

Ma il tesoro di questa chiesa si trova sulla parete a sinistra !!!

È decorata d'un affresco di grande valore artistico, databile al XV secolo e attribuito a Giovanni De Campo che raffigura, in 10 quadri, la Storia di Sant' Antonio Abate chiamato l'Egiziano.

Ogni quadro illustra un episodio della vita del Santo, di volta in volta, la sua partenza per Pispir nel deserto egiziano, le tentazioni del Demonio, il suo incontro con Sant'Hilarione, Sant'Antonio ed i suoi discepoli, il suo arrivo sul Monte Qolzom in Thebaide dove il Diavolo gli appare ancora....
  Chiesa Sant'Antonio
Fresques1
                   Sant' Antonio lascia Come per il deserto
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                                                 Affreschi di Giovanni De Campo
 
Storia e leggenda di Sant' Antonio Abate

 

Sant' Antonio
ad Arola
La vita di Sant'Antonio Abate è conosciuta soprattutto attraverso la "Vita Antonii" pubblicata nel 357, opera agiografica attribuita ad Atanasio, vescovo di Alessandria, che conobbe Sant'Antonio e fu da lui coadiuvato nella lotta contro l'Arianesimo.

L'opera, tradotta in varie lingue, divenne famosa tanto in Oriente quanto in Occidente e venne poi ripresa anche nei resoconti medievali che furono molto popolari nel Medioevo, in primo luogo la celebre "Legenda Aurea" (1261-1266) di Jacopo da Varagine, vescovo di Genova, che racconta la vita di 150 santi e martiri cristiani o la "Vita Pauli" che illustra le storie di San Paolo, Sant' Antonio, San Macario,…
Sant'Antonio detto anche "il Grande" o Sant'Antonio d'Egitto, nacque a Coma in Egitto (l'odierna Qumans, Fayoum) intorno al 251, figlio di agiati agricoltori fervente cristiani. Rimasto orfano prima dei vent'anni, con un patrimonio da amministrare e una sorella minore cui badare.

Sentì ben presto di dover seguire l'esortazione evangelica :

          " Se vuoi essere perfetto, va’, vendi quello che possiedi e dallo ai poveri. Così, distribuiti i beni ai poveri ed avrai un tesoro nei cieli, poi vieni e seguimi "

Così, distribuiti i beni ai poveri e dopo avere affidata la sorella ad una comunità femminile, lascia la sua città natale per una vita solitaria nel deserto, vivendo in preghiera, povertà e castità.



Sant' Antonio
da Zurbaran
La leggenda racconta che il diavolo, invidioso e nemico del bene, non tollerò di vedere in un giovane simili propositi. Cominciò allora a gli suscitare nella mentre una tempesta di tentazioni fortissime per distrarlo dalla via del bene.

Allora Sant'Antonio deve affrontare le tentazioni del demonio, il denaro, la gloria, l'ozio, ma esce vincitore da quella prova attraverso preghiera e meditazione.
Quest'episodio farà la celebrità dell'anacoreta.

Presto, dubbi lo assalivano sulla validità di questa vita solitaria. Consultando altri eremiti venne esortato a perseverare. Lo consigliarono di staccarsi ancora più radicalmente dal mondo.

Allora, coperto da un rude panno, si chiuse in una tomba scavata nella rocca nei pressi del villaggio di Coma dove il demonio manda delle bestie malefiche che l'attaccano e lo bastonano, dandolo per morte.

Era il 285, si spostò verso il Mar Rosso sul monte Pispir dove esisteva un fortino romano abbandonato e rimase in questo luogo per 20 anni, nutrendosi solo con il pane che gli veniva calato due volte all'anno. In questo luogo egli proseguì la sua ricerca di totale purificazione, pur essendo aspramente tormentato, secondo la leggenda, dal demonio.
Con il tempo, Sant'Antonio ha discepoli che vengono a seguire il suo insegnamento, egli fonda il monastero del Fayoum. Ma la reputazione del sant'uomo non fa altro che crescere e miracoli cominciano a avvenire con lui. Sant'Antonio allora si dedicò a lenire i sofferenti operando, secondo tradizione, "guarigioni" e "liberazioni dal demonio".

I suoi seguaci sono sempre più numerosi, si divisando in comunità, vivevano nel deserto in grotte e anfratti, ma sempre sotto la guida di un eremita più anziano e con Sant'Antonio come guida spirituale.

Sant' Ilarione lo visitò nel 307 per avere consigli su come fondare una comunità monastica a Gaza, in Palestina, dove venne costruito il primo monastero della cristianità.



Grotta in cui viveva Sant' Antonio
Sant'Antonio aspira a riprendere la sua vita anacoretica. In 312, va in Thebaide per installarsi sul monte Qolzum (dove si trova oggi il monastero Sant' Antonio). Il diavolo gli appare ancora ogni tanto ma non lo tormenta più come prima.

Egli muore in 356 all'età di 105 anni, tra le braccia dei suoi discepoli, Macario l'anziano ed Amatasio.

Verso il 635, in seguito all'occupazione araba dell'Egitto, le sue reliquie vennero traslate a Costantinopoli. Nel XI secolo il nobile francese Jocelin de Chateau Neuf le ottenne in dono dall'Imperatore di Costantinopoli e le portò in Francia, presso Vienne, nel villaggio di "La Motte-aux-Bois" che si chiamera dopo "Saint-Antoine-l'Abbaye".

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