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Arola

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Piazza del Four di Arola



 

Piazza del Forno nel 1910

 

Piazza del Forno oggi

 
  La cartolina in bianco e nero della "Piazza del Forno", scattata verso 1910, dà un' idea di ciò che rimane della più antica piazza di "Arola". Gli edifici che la circondano datano, per il più vecchio, del settecento. Come la maggior parte delle vie del paese, la piazza era lastricata di ciottoli irregolari che si vedono ancora sulla cartolina.

L'uomo in grembiule bianco, con un bambino in braccio è "Valentino Perelli" con suo figlio "Giulio" nato nel 1907. Dietro di lui, la casa con l'intonaco bianco appartiene a questa famiglia, aveva un alimentari al pianoterra. La casa di fronte con il tetto ricoperto di ardesia, è l'ex sede del "Circolo di Arola", sulla facciata è scritto "Circolo Arolese 1870".

Per quanto riguarda al vecchio muro sulla destra, dietro i bambini, è la casa della famiglia SCIORA, "la casa di fu Prini CIORE" (vedere la genealogia della famiglia Sciora) costruita nel 1624, poi divisa e rinnovata all'inizio del 20o secolo.
 

 
 

Piazza del Forno nel 1910

Dove vediamo i cambiamenti in "Casa SCIORA"

 
  Inizialmente la "Piazza del Forno" doveva essere più grande in quanto serviva come luogo di riunione per la popolazione, viene citata per la prima volta in un documento datato del 28 marzo 1595 per un’asta a favore della pia "Società dello Spirito Santo".

Ma soprattutto, a quel tempo, si teneva anche le "Riunioni di Vicinanza" dove la popolazione si raccoglieva per trattare degli affari della Comunità di Arola come quella che ebbe luogo, su richiesta di Martino QUIRINGUETTO e Baptista PONZONE, Amministratori e Procuratori di Arola, il 17 dicembre 1604 per l'erezione della Parrocchia di San. Bartolomeo di Arola.
 

 
 

 
 

Nel nome del Signore cosi sia, l'anno della natività del Medesimo
mille seicento quattro, "Indizione seconda", essendo Vescovo di Novara
l'Illustrissimo e Reverentissimo Monsignore Carlo Bescapé Vescovo e Conte
della Riviera anche negli interessi temporali il giorno venti del mese
di Ottobre (1604) nel luogo di Arola cioè nella pubblica strada avanti il
Forno
dove e in quel luogo in cui sogliono convocarsi la Comunità
e gli Uomini di Arola e Pianezza per trattare i loro pubblici affari
e negozii e dove si travavano presenti tutti gli infrascritti
invatati, citati e chiamati per mezzo di Giovanni Battista Ponzone
figlio del fu Ubicini Camparo ossia serviente della Communità, siccome
qui asserisce e riferisce altresi non travarsi altra personna
in detta terra di Arola e Pianezza la quale possa essere chiamata
al presente Istromento e quelli che si trovavano congregati sono
i seguenti cioè........

 
 
  Il Forno di Arola
 
 

Vecchio catasto di Arola pubblicato nel 1870 dove si vede il forno comunale
la particella no 2839

 

Come ne testimonia il documento precedente, già a quest'epoca, un forno era costruito in mezzo della piazza, da ciò il suo nome. Probabilmente serviva alla cottura del pane.

Per paura degli incendi, i forni collettivi erano dei costruzioni indipendenti dalle altre abitazioni, la ragione principale era il fuoco, questo grande nemico dei tempi passati, terribile per i paesi costruiti in gran parte di legno e che hanno per estinguerlo solo dai sigilli d’acqua portati dalla fontana.

Una o due volte alla settimana, il forno era acceso e le famiglie usavano, a turno, "il tempo del forno" che gli veniva assegnato per cuocere il pane di segale e di frumento, a volte impastato con farina di castagne.
Una volta cotto, il pane poteva essere utilizzato per molte settimane ma per consumarlo occorreva che sia ammollito nel brodo o il latte.

Sappiamo poco cosa della storia di questo forno, perché nessuna scrittura fa menzione di questa costruzione !!

Ma era signorile, comunitario o privato? Chi ne garantiva il funzionamento, il mantenimento ?


 
  Voltura catastale: le proprietà comunali
 

  Nel vecchio catasto di arola, datato del 1870, nel centro della "Piazza del Forno" si nota un terreno che porta il numero 2839, si tratta d'una importante costruzione, poiché le sue dimensioni possono essere valutate a 6,5 m per 3,5 m.

È questo il forno di cui si parla prima? Per saperlo, bisogna cercare il proprietario di questa particella catastale !!

In teoria, ogni particella catastale d'un paese è numerata e i rispettivi proprietari sono inscritti in un registro chiamato Voltura (1), in cui sono registrate anche altre informazioni come la designazione, il luogo, la superficie della particella, ecc…

Il primo registro di "Voltura" di Arola è datato del 1870. Alla rubrica "Proprietà del Comune di Arola", si legge alla pagina 11:

N° 2839 – Forno ora Piazza – Canton della Piazza – 23 centiare
 

 
 

Voltura di 1870 - pagina 11 - Proprietà del Comune di Arola

  Questo documento ci precisa la collocazione del forno e ci conferma che inizialmente era comunitario e è diventato comunale nel ottocento.

Il forno è stato distrutto all'inizio del secolo scorso quando ogni cortile ha avuto il suo; il nuovo catasto (dopo il 1922) ci rivela due importanti modifiche, il forno e la particella no 2839 sono scomparsi a favore dell'attuale Piazza del Forno, la Piazza Tripoli è stata creata e un monumento ai caduti della guerra 1915-1918 ci è stato eretto.
 
 
  Il Forno a pane Comunale di Pianezza
 

  Sulla stessa pagina, alla riga 3, possiamo leggere informazioni sorprendenti:

N° 2456 – Forno da Pane – Canton di Pianezza – 31 centiare - Occupato Aera stradale


Chi sa ancora tra gli arolesi, giovani o anziani, che all'alba del 20° secolo esisteva ancora a Pianezza un forno a pane comunale? Ma dov'era?


 
 

Antico catasto di Pianezza pubblicato nel 1870 dove si vede
il forno a pane comunale particella n° 2456

 





  Con il numero della particella no 2456, basta fare il metodo in senso opposto per ritrovare la sua posizione nel catasto di Pianezza. L'antico forno a pane comunale di Pianezza si trovava al limitare della strada comunale Arola-Pianezza all'ingresso del borgo.

Nessun testo menziona l'esistenza o la data dell'erezione di questo forno, sarà probabilmente demolito per fare posto alla costruzione della nuova strada nel 1905 che collega Arola a quella della valle che conduce a Omegna.
 
 
  I Forni Privati
 

 
  All’inizio del Novecento, i forni comunali saranno progressivamente abbandonati in favore dei forni privati che ancora oggi si trovano nei cortili o nei annessi delle abitazioni di Arola, permettendo così una gestione più flessibile per cuocere il pane della casa.

Altri servizi appaiono anche durante questo periodo, quelli dei "panettieri di paese" che preparano e cuociono il pane per i negozi di Arola come Giovanni FALDA detto "Il Prestine" (2) che fece il pane fino al 1975, per la "Cooperativa di Arola", piazza Tripoli, o il negozio di Anacleto Zirotti.

Ancora oggi ad Arola rimangono alcuni forni privati, ma non servono più per cuocere il pane quotidiano, sostituiti dalle panetterie industriali, sono più accesi solo qualche volta all’anno, nei giorni festivi, per cuocere un pane cotto a legna o una versione più moderna del pane "La Pizza".

Alcuni forni privati ancora visibili ad Arola.


 
 

Forno a pane Via Orta no 2

 

Camino di un forno Via Cantone

 

Forno a pane Via Orta

   
 

 

Il panettiere e il suo forno

 
  (1) Voltura : Matrice catastale che elencano i proprietari terrieri.
(2) Prestine : Panettiere in dialetto arolaise.

 
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